... molto prima di Homer Simpson....

homero-simpson-wallpaper-homer-1024>

di Roberta Cornali- La Valigia sul Letto

Who made the doughnuts with the hole in the middle?

Just how it got there will be always a riddle.”

 

Sono versi di una vecchia canzone americana: “ Chi ha fatto i doughnuts con il buco nel mezzo? Come si finito li’ (il buco) sara’ sempre un indovinello “ Vero e’ che l’umile doughnut, o piu’ semplicemente donut, ha un passato contorto che coinvolge immigrati olandesi, esiliati russi, fornai francesi, Irving Berlin, Clark Gable ed un certo numero di Nativi Americani. Con queste origini assortite, il doughnut non potrebbe essere piu’ americano di cosi’!

In effetti i doughnuts, in una forma o nell’altra, dovevano essere gia’ conosciuti in tempi remoti sul territorio nord americano, dato che gli archeologi, scavando nelle stratificazioni di depositi degli insediamenti preistorici delle popolazioni native americane, hanno spesso ritrovato resti fossili di quelli che potrebbero essere stati dei dolci simili. Bisogna comunque attendere l’arrivo dei coloni olandesi sull’isola di Manhattan, all’epoca New Amsterdam, per ritrovare dei donoughts veri e propri, che pero’ andavano sotto il nome, non molto appetitoso ad onor del vero, di oilykoeks, ovvero torte unte.

Da dove arriva, allora, il loro nome attuale? Specifichiamo che il termine doughnut, risulta composto dai vocaboli dough (pasta, impasto) e nut (noce), quindi in italiano, traducendolo letteralmente, sarebbe pasta-noce. Siamo verso la meta’ del XIX secolo ed Elizabeth Gregory, la madre di un capitano di vascello del New England, usava preparare dei dolcetti fritti aromatizzati con noce moscata, cannella e scorza di limone. Alcuni dicevano che li facesse in quel modo per garantire al figlio Henson ed al suo equipaggio sia una provvista di dolci per i loro lunghi viaggi che un rimedio sicuro contro lo scorbuto ed il raffreddore.

Ad ogni modo, la signora Gregory soleva mettere una nocciola o una noce al centro del dolce, dove l’impasto faticava a cuocere bene, e senza molta immaginazione lo chiamo’ dough-nut! Al figlio Henson, invece, va il merito del buco nel centro: pare che in una notte di tempesta, dovendo tenere la ruota del timone con entrambe le mani, infilo’ uno dei dolcetti su una delle razze della ruota. 50 anni dopo, in un’intervista al Boston Globe, affermo’ orgoglioso di aver fatto “il primo buco in un doughnut mai visto da occhio mortale”....

hanson gregory

image from here

Arriviamo cosi’ all’inizio del XX secolo e alla I Guerra Mondiale. In Francia, alcune volontarie hanno l’idea di servire i doughnuts ai soldati americani comprensibilmente sofferenti di nostalgia per la patria lontana. Queste eroiche signore, si spingono fin nelle trincee della prima linea, pur di portare ai quei poveri ragazzi un assaggio di casa. Una volta tornati a casa alla fine della guerra, i giovani, ormai assuefatti, fecero inevitabilmente aumentare la domanda di ciambelle!!

donutlassie

credits from here

E’ un rifugiato della Russia zarista, invece, colui al quale si deve l’invenzione della prima macchina per fare i doughnut. Adolph Levitt, negli anni venti a New York, ebbe l’idea di vendere i doughnuts fritti al pubblico che sciamava all’uscita dei teatri. La ressa davanti al suo negozio, lo spinse ad inventare una macchina che rendesse piu’ veloci le operazioni. Fu cosi’ che i doughnuts divennero il cibo simbolo del “Secolo del Progresso”. Il fatto che costassero solo un nichelino, li rendeva abbordabili per chiunque anche negli anni della depressione. Erano diffusissimi e molto amati.

 

accadde_una_notte_scena_11

credits from here

Nel film del 1934 “Accadde una notte”, uno sgamato giornalista interpretato da Clarke Gable insegna ad una Claudette Colbert ereditiera in fuga come inzuppare le ciambelle nel caffe’. Dovete sapere che inzuppare in inglese si dice to dunk; l’atto di inzuppare si traduce con dunking; inzuppare doughnuts altro non e’ che dunking doughnuts!!

Un fornaio francese, tale Joe Le Beau, vendendo la sua ricetta segreta nel 1930, da il via alla prima catena di negozi di ciambelle, che avevano, ed ancora hanno, la particolarita’ di svolgere tutti i procedimenti di formazione, cottura e glassatura dei doughnuts, sotto gli occhi della clientela. La catena prendera’ il nome di Krispy Kreme ed e’ attiva ancora oggi.

Non mi sono dimenticata di Irving Berlin: nel 1942 il noto compositore scrive il musical This is the Army e romanticizza il doughnut facendolo diventare l’inseparabile compagno delle lunghe attese, piene d’ansia, di un soldato innamorato di una delle ballerine dello spettacolo “Stage door canteen”.

Ed ancora torna la frase “dunking doughnuts” in una delle canzoni piu’ romantiche del musical di Berlin...

Nel 1950 a Quincy, Massacchusetts, viene fondata quella che a tutt’oggi e’ la piu’ grande catena di negozi di ciambelle di tutti gli Stati Uniti. E come volete che si chiami se non Dunkin’ Donuts?

 

  

Commenta il post

Cristiana 10/20/2013 17:20

Dici donuts e vedo comparire una scatola di carta rosa al cui interno strati di ciambelle separate da carta oleata unta e bisunta, un treno e San Francisco...e ora, grazie al post, scopro cosa c'è dietro quella scatola: bello! Grazie cri

Giulietta | Alterkitchen 10/17/2013 21:31

I donuts li ho nella mia wish list culinaria da tempo immemore, ma non pensavo che fosse in atto da tempo immemore la loro produzione! Passino i pani fossili egizi (che qui a Torino abbondano), ma le ciambelle archeologiche me le ero perse! E dire che qui l'archeologia è di casa :P

Bellissimo post!

Francesca 10/17/2013 14:28

Ecco dopo un post come questo ( stupendo come tutti ) ho 2 voglie pazzesche: vedere il film "accadde una notte" e fare le donut!!!!
e visto che ci sto volevo dirvi una cosa: già felice per aver preso parte a questa ciurma a gennaio, sono rimasta colpita dall’aver letto che MTC è il food-blog più influente della sfera. Che gioia ragazze! e poi mi sono accorta di piccole cose... già qualche mese fa avevo visto un pullulare di tielle pugliesi in giro nella rete, ieri poi ero da Eataly - a Roma - e ho notato che sono in offerta i ravioli del plin con il Castelmagno. E’ un caso? Ieri sera oltretutto una delle ultime foto di Identità Golose su Instagram ritrae proprio gli agnolotti del plin di Lidia Alciati.
Che curiose coincidenze!
un abbraccio!!!!!!!!!!

Roberta 10/17/2013 21:08

Ma tu guarda la combinazione!! Son solo simpatiche coincidenze, nulla di piu'....

Francesca 10/17/2013 12:33

completissimo, bello!

Roberta 10/17/2013 21:06

Grazie in finite, troppo gentile....

FrancyBurroeZucchero 10/17/2013 12:25

I donuts me li metterei pure come braccialetti, tanto mi piacciono! e grande Roberta, una traduzione perfetta, un post veramente da leggere e rileggere magari con una bella dozzina di donuts di fianco!! :-D bacioniii!!

Roberta 10/17/2013 21:06

Ma grazie Francy!...se ti dicessi che non ne e' venuta voglia anche a me, scrivendo il post, ti direi una bugia....