Hic Hic Hurra!

 

Lo si era detto da subito, no?, che questo blog sarebbe stato un continuo work in progress: e anche se oggi, a distanza di qualche mese, la sua fisionomia è meglio definita, non passa giorno che non arrivino proposte da parte dei nostri amici dela community. L'ultima, in ordine di tempo, proviene da Cristina P., una delle nostre più assidue e creative "anche no", che fra le mille passioni che scandiscono la sua vita, ha anche un titolo di Sommelier, oltre che una professionalità spesa da anni nel mondo delle birre. Vista la lacuna- profondissima, ahimè- che ci portiamo dietro da sempre, era impossibile non accogliere il suggerimento- e non farlo con gratitudine ed entusiasmo. Per cui, a partire da questa sfida per tutte le successive, potremmo attingere a piene mani da questa rubrica- e con moderazione dal resto....

 

Quale vino per la Taieddhra?

di Cristina Pezzali

Una vecchia regola per trovare l’abbinamento giusto ci spinge a scegliere il vino proveniente dalla stessa zona del piatto.

Per quanto riguarda la Puglia, nessun problema: abbiamo a disposizione una delle regioni più ricche e variegate nel panorama enologico e non sarà certo difficile trovare una bevanda che degnamente accompagni ed esalti la nostra “taieddhra riso patate e cozze”.

La Puglia è la regione più a est in Italia, quella che per prima è riscaldata dai raggi del sole nascente, metà pianeggiante e metà collinare, con territori che spaziano dalla prevalenza calcarea del Gargano, del Salento e delle Murge alla pianura alluvionale del Tavoliere. Scarsa di fiumi, per la notevole permeabilità del terreno, con un clima tipicamente mediterraneo e ventilato, la regione si presta alle condizioni ottimali per la vitivinicoltura. Infatti la vite prospera qui dal 2000 a.C. anno più, anno meno e, tra alti e bassi, sono ormai un ricordo lontano gli anni in cui si privilegiava la quantità a discapito della qualità per la produzione di vini da taglio. Vini di carattere sono stati curati ed esaltati da persone di altrettanto carattere che hanno messo prima di ogni altra cosa l’amore per la propria terra, portando la viticoltura pugliese ai vertici dell’economia agricola italiana.

 

Il nostro piatto, riso patate e cozze, è ricco di vitamine A, C e PP e anche di fosforo. La componente del riso sommata alle patate fornisce l’energia di supporto del piatto, mentre la componente grassa è presente ma contenuta.

La scelta del vino dunque dovrà cadere su un palato fresco, sapido, beverino, bianco o rosato. Fresco, cioè con una punta di acidità, per bilanciare i lipidi e lasciare un senso di “pulizia” in bocca, il sapido è necessario per un richiamo (il sale) ai frutti di mare compresi nel piatto, beverino per accompagnare un piatto che si serve spesso a temperatua quasi ambiente e bianco o rosato per bilanciare meglio le note delicate di riso e patate.

La generosa terra di Puglia è la migliore per la produzione di vini rosati. Da alcuni considerati poco per il fatto di essere a metà tra il bianco e il rosso, ma invece, davvero da valutare, non solo per le loro qualità intrinseche, ma anche perché racchiudono tutte le caratteristiche per sposarsi bene alla tieddhra riso patate e cozze.

Un’altra bevanda di accompagnamento potrebbe però essere anche una buona birra.

La birra è una bevanda antichissima, la sua origine risale ai Sumeri, ma spesso viene considerata solo come bibita dissetante o, abitudine tutta italiana, in abbinamento alla pizza.

E’ giusto invece pensarla anche insieme ad un pasto. In questo caso, ad esempio, abbiamo un piatto asciutto, sapido ma non acido e con sapore abbastanza complesso ma delicato e quindi possiamo considerare una birra leggera, fresca e a bassa fermentazione, una lager, per la precisione quella che normalmente viene popolarmente chiamata “una bionda”.

Con il termine “lager” si definisce una birra prodotta a bassa fermentazione, a temperature basse, con un processo di deposito dei lieviti sul fondo e quindi di autofiltrazione e con una buona dose di luppolo che conferisce il corpo amaro e di media frizzantezza. Generalmente le lager sono di colore chiaro anche se ne esistono di ambrate e di scure, ecco perché ho precisato “bionda”.

L’orientamento nella scelta potrebbe andare su una delle marche più diffuse, quello che è importante è trovare una birra che “accompagni” il nostro piatto, che lo prenda sotto braccio, in modo da creare una fusione di sapori e profumi che hanno come finalità l’esaltazione reciproca.

Una lager quindi è la mia scelta ma non dimentichiamoci mai, però, la componente personale, il proprio gusto, quindi provate, osate abbinamenti mai sperimentati prima da voi e scoprite quello che più vi soddisfa il palato.

Cristina P.

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Lucia F. 06/06/2013 16:18

Sei super ! e' un piacere leggerti

Lucia F. 06/06/2013 16:17

LLUCIA fRANCESCHINIsei super ! è un piacere leggerti.
kiss Lucia F.

Mari 05/25/2013 17:06

Che bella questa rubrica! E' perfetta per l'mtc.
Sono contenta anche che il nostro abbinamento preferito per la taieddhra e cioè un buon vino rosato del Salento, sia stato confermato dall'esperta Cristina :)

Elisa 05/23/2013 21:47

Che bello che bello che bello! Adoro questa novità! :)
E' vero, i rosati son spesso snobbati ma alcuni di ottima qualità hanno un loro perché e a me piacciono molto.
Bravissima Cristina e buona ciucca a tutti :P

Mapi 05/23/2013 18:36

...E mi mancava l'aspetto alcolico nell'MTC, quindi benvenuta Cristina, con questa nuova rubrica! :-D
Un buon rosato fresco, dici? L'idea mi piace, perché a me i rosati piacciono. La birra per questa volta la lascio da parte. ;-)

Bravissima!!!